2016: QUATTORDICESIMA EDIZIONE

«La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società
è il dubbio che vivere rettamente sia inutile» (Corrado Alvaro)

2016: QUATTORDICESIMA EDIZIONE

«La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società
è il dubbio che vivere rettamente sia inutile» (Corrado Alvaro)


Comunità "Il Delfino"

per la solidarietà

«L’ultimo – amava dire mons. Dino Trabalzini – è chi in un preciso momento ha bisogno proprio del tuo aiuto». La Comunità Il Delfino nasce nel 1986 per volontà dell’arcivescovo cosentino che avvertiva forte il disagio di numerose famiglie che avevano figli tossicodipendenti. Il «Progetto Uomo» di don Mario Picchi aveva questa strategia: non lasciare mai solo chi tende la mano per essere aiutato. Il Delfino, in questi 30 anni, ha accompagnato migliaia di persone per alleviare o prevenire il disagio giovanile. Significativamente, all’inizio delle attività, fu scelto come nome Il Delfino, un simbolo del crescere sano, del cercare il benessere verso nuovi lidi; nella tradizione cristiana il delfino è simbolo della risurrezione.

mons. Ignazio Schinella

per gli studi teologici

La teologia come spazio dell’amore tra Dio creatore e l’uomo creatura (maschio e femmina li creò): questo l’orizzonte e l’impegno di mons. Schinella, già da rettore del Seminario Teologico «San Pio X» di Catanzaro, da docente della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli, da studioso ed autore di centinaia di testi, saggi e articoli di natura teologica, spirituale, etica e bioetica. Nei suoi scritti, tra l’altro, c’è un afflato poetico che aiuta il lettore ad entrare con consapevolezza nel mistero di Dio.

Michele Albanese

per il giornalismo

Raccontare la realtà è il compito del giornalista, ma scrivere sempre la verità, a volte, in una regione come la Calabria, può essere anche pericoloso. Michele Albanese, ormai da qualche anno, vive sotto scorta per aver pubblicato sui giornali cose vere, ma non gradite dalle cosche di ’ndrangheta della Piana di Gioia Tauro. Michele Albanese ci testimonia che «vivere rettamente» è il miglior modo per non soccombere a chi dà un’immagine negativa della Calabria. «Questa terra è nostra, non è loro».

Carlo Tansi

per l'impegno nelle istituzioni

L’amore alla terra natìa è una caratteristica di chi si impegna per dare il proprio contributo «qui ed ora». Carlo Tansi dopo essere stato per anni a capo dell’Ordine dei geologi della Calabria, per la sua esperienza e competenza è stato chiamato a guidare la Protezione civile calabrese. Praticando il volley in età giovanile, Carlo Tansi ha imparato a fare squadra e superare i muri di problematiche complesse. Ora lo attendono altre sfide da vincere, come quella di dare alla Calabria una seria ed efficiente organizzazione nel delicato settore della Protezione civile.

Pasquale Lopetrone

per gli studi
storico-architettonici

Da oltre 30 anni l’architetto Pasquale Lopetrone studia la storia della propria terra, dando un valido contributo al recupero delle radici della gente di Calabria. Saper leggere nelle pietre, che gli uomini di appena ieri hanno sapientemente messo una sull’altra, stili, significati e simboli architettonici e antropologici è il suo più grande merito. Lopetrone indaga, tra l’altro, come Gioacchino da Fiore e i gioachimiti hanno costruito le proprie case di religione; basti solo ricordare che grazie alla sua caparbietà e determinazione è stata ritrovata, dopo uno scavo, la Domus Mater, la prima costruzione florense a Jure Vetere (la nuova Nazaret). Pasquale Lopetrone segue, con grande professionalità, tutto l’iter del restauro del monumento, curando successivamente preziose pubblicazioni, non solo per la comunità scientifica e per gli addetti ai lavori, ma anche per chi vuole accostarsi con interesse al mondo del passato.

Riccardo Barberi

per gli studi scientifici

Da Catona ad Arcavacata, Riccardo Barberi si laurea in Fisica all’Università degli studi della Calabria, dove attualmente insegna. Autore e divulgatore di complesse teorie scientifiche e tecnologiche, ha al suo attivo oltre 200 pubblicazioni e 15 brevetti. Collabora con i maggiori laboratori nel mondo dove si studia la soft matter per realizzare nuove tecnologie, partendo dagli studi scientifici. Da anni i docenti dell’ateneo calabrese, molti dei quali, come Barberi, ex studenti dell’Unical, si ritrovano ai primi posti nelle classifiche redatte da autorevoli riviste scientifiche per l’innovazione degli studi e la qualità didattica.

Rosa Oliverio

per la narrativa

Nei suoi testi di narrativa, Rosa Oliverio si racconta, ma nel contempo dispiega mondi a lei vicini, che diventano facilmente incontrabili dai lettori. C’è una grande forza di volontà nelle pagine dei suoi scritti e il desiderio di non arrendersi e di essere sempre protagonisti della propria vita. Il suo ping pong tra luoghi di confine (il Crotonese e il Varesotto) è la marcia in più che si trova nei suoi racconti. La sua esperienza di preside, in scuole difficili, l’ha resa capace di capire il bisogno e di venirgli incontro.

Aurelio Morrone

per l’ambientalismo

La custodia del creato, l’attenzione verso tutto ciò che ci circonda, una politica ambientale seria e propositiva: queste sono le coordinate che da molti anni muovono l’impegno politico e sociale di Aurelio Morrone, già assessore provinciale all’ambiente, ideatore della manifestazione “Verde Sud”, che nei primi anni del Duemila fu una grande occasione per mettere in rete tutti i protagonisti meridionali dell’ecologismo. Come coportavoce regionale della Federazione dei Verdi, Aurelio Morrone gira la Calabria, sostenendo iniziative e proponendo i valori dell’ambientalismo, sempre seguendo il suo stile di vita: «L’importante è aver fatto il proprio dovere, con passione».

Salvatore Bellio

per la musica popolare

Da sindaco a cantastorie, questa la parabola di Salvatore Bellio, che negli anni Ottanta ha retto il Comune del suo paese, Belvedere Spinello; successivamente ha continuato il suo impegno civico e sociale, quale cantastorie, nelle case di riposo per anziani. Bellio con la sua chitarra, ma in primo luogo con la sua grande umanità e simpatia, periodicamente si reca in alcune RSA per far trascorrere un paio d’ore d’allegria a chi, per vari motivi, ha bisogno di cure e di essere assistito. Cantare la storia per non dimenticare è come consegnare il futuro cosciente ai più giovani.

Compagnia "I Pagliacci"

per il teatro
come impegno sociale

Il teatro popolare come forma dell’attaccamento alle radici. La compagnia «I Pagliacci» ha nella propria mission il recupero del dialetto come forma espressiva, ma anche presentare e divulgare storie, personalità e personaggi popolari nati o vissuti a Montalto Uffugo, in primis il famoso musicista Ruggiero Leoncavallo, che da un episodio cruento accaduto a Montalto – visto e mai dimenticato dal maestro – concepirà l’opera «I Pagliacci», nome che i componenti della compagnia hanno fatto proprio. Le rappresentazioni teatrali, finora messe in scena, raccontano lo spaccato che la nostra società sta vivendo: cambiano i costumi, ma non muta con la stessa intensità la mentalità popolare.

Cerimonia conclusiva della Settima edizione
Settimana della cultura calabrese
con la consegna dei riconoscimenti

Domenica 4 settembre 2016 ore 21,30


Istituto di studi, ricerche, formazione e servizi per la valorizzazione,
tutela e divulgazione del patrimonio culturale ed ambientale.

Sede legale e di rappresentanza
Cosenza - Via Padolisi, 9
Palazzo Orsomarsi