Donne di ieri,
il loro sguardo sulla vita, le loro piccole e grandi conquiste;
donne che incarnano valori ed esperienze utili
all’organizzazione del presente e nella costruzione di un futuro
migliore per i nostri paesi. Sono le protagoniste delle Sette
storie sulla scala di seta, il nuovo libro di Assunta
Scorpiniti, pubblicato dall’Editoriale Progetto 2000, che, nei
giorni scorsi, è stato presentato nella parrocchia “Cristo Re”
di Cariati Marina, alla presenza di un pubblico interessato e
partecipe.
L’incontro, organizzato dall’istituto culturale Universitas
Vivariensis in collaborazione con la parrocchia cariatese e
caratterizzato da spontaneità e dalla ricchezza dei contenuti
espressi, è iniziato con il saluto del parroco, don Mosè
Cariati, che, a nome della comunità, ha ringraziato l’autrice
«per quanto, con il suo lavoro di scrittura e di ricerca, sta
regalando alla Calabria, alla nostra terra, alla nostra gente»;
sono intervenute alcune esponenti del locale impegno al
femminile: per la Fidapa e il Cif le rispettive presidenti
Teresa De Tursi e Carmela Sciarrotta e Gloria Capalbo in
rappresentanza delle donne dei gruppi parrocchiali.
È toccato all’editore Demetrio Guzzardi, coordinare i vari
momenti e presentare il nuovo lavoro di Assunta Scorpiniti, che
ha inserito nell’ambito della Giornata mondiale del libro,
celebrata il 23 aprile; l’editore ha posto in rilievo il
particolare modo, che l’autrice ha scelto, di raccontare la
nostra regione attraverso la visuale femminile: «L’immagine
della scala di seta, rende molto bene l’idea di un
impegno a progredire, a salire più in alto, di una serie di
donne diverse tra loro, ma emblematiche di una storia che ci
appartiene, in cui certamente hanno lasciato delle tracce».
Il volume, infatti, porta alla luce una parte importante della
storia sociale del meridione d’Italia: «Una parte spesso rimasta
nascosta – ha spiegato l’autrice, nel successivo intervento –
che ho potuto conoscere studiando e raccontando la Calabria
delle società tradizionali, della religiosità, delle migrazioni…
Vi ho incontrato – ha aggiunto – tante figure di donne, che
hanno ricoperto un ruolo importante nella vita delle comunità, e
sulle quali ho voluto suscitare una riflessione attraverso dei
ritratti indicativi».
I loro profili, introdotti da Maria Scorpiniti, si sono
delineati attraverso l’emozionante lettura di brani del libro ad
opera di testimonial che hanno avuto legami familiari o di
condivisione di percorsi con le protagoniste delle storie:
l'insegnante Paola Fogliani, per Mena Cosentino, la valente
maestra di scuola vissuta più di cento anni; il prof. Leonardo
Montesanto, consigliere comunale con delega alla pesca, per
Maria Labonia, l'antica donna del mare che ha svolto il mestiere
di pescatrice, di cui è nipote; suor Maria Pia Marzio, per suor
Agnese Gentile, la consorella calabrese impegnata in Africa in
opere umanitarie e di promozione della donna; la prof.ssa Angela
Gambardella figlia di Rosina Federico, la "maestra dell'ago e
del filo" che con le sue creazioni ha dato un'impronta di
eleganza alla storia e alla vita di tante concittadine; l’avv.
Giuliano Giuliani per la vicenda della madre, Pierina Sassi,
gentile levatrice condotta venuta dal nord, che si è immersa
nella vita e nella storia delle donne del luogo, di cui è stata
alleata e amica.
Per le ultime due storie, dedicate al mondo dell'emigrazione,
hanno parlato le dirette protagoniste: Apollonia Russo,
pioniera delle donne emigrate in Germania e l'autrice del
libro, che ha inserito tratti autobiografici nel racconto di “Norina”,
dedicato allo sguardo di una bambina sul mondo dell'emigrazione
degli anni Sessanta a Torino.
L’aggiunta di ricordi e commenti, hanno rafforzato l’idea del
ruolo sociale di donne capaci di mille strategie per far fronte
alla miseria e ai problemi dell’esistenza; di impegnarsi a
tenere insieme le famiglie smembrate dall’emigrazione, o a
favorire i processi d’integrazione in terra straniera. Donne,
come quelle del mare o dei campi, che hanno condiviso la fatica
e le preoccupazioni dei compagni, ma che sono state
indispensabili per la sopravvivenza e il progresso delle
famiglie e delle comunità, in cui, come in altri casi, hanno
offerto reali contributi di progresso.
Le sette storie che compaiono nel libro sono, quindi,
emblematiche di un mondo femminile che, silenziosamente, come
nella rappresentazione simbolica della scala di seta,
contribuisce all'evoluzione di un territorio, apportando
positivi mutamenti: «Tante volte - ha detto infine l’autrice -
inseguiamo modelli lontani, irraggiungibili, invece possiamo
trovare riferimenti importanti più vicino a noi e nelle nostre
famiglie». Il libro, e la scala di seta, sono, quindi, un
omaggio a tutto questo, con l'invito «a custodire un valore
particolare della persona umana e, soprattutto, un'essenza».