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Stiamo preparando una mostra itinerante per raccontare la santità e la devozione
dei calabresi. Gli episodi della vita di Gesù, della Vergine Maria e dei santi
più venerati. I miracoli e i santuari più visitati della nostra Regione. I
fondatori e le fondatrici delle congregazioni religiose sorte in Calabria, o
maggiormente presenti. L’arte sacra nelle nostre Chiese. E naturalmente San
Francesco di Paola, il taumaturgo conosciuto e venerato in ogni parte del mondo.
Per raccontare duemila anni di cristianità abbiamo scelto lo strumento più
«popolare», il santino, un pezzettino di carta tanto caro, che richiama momenti
importanti della nostra vita.
Ma perché ci sono immaginette coloratissime ed altre in bianco e nero? Anche
questa è una storia che la mostra vuole raccontare. Milioni di calabresi, tra la
fine dell’Ottocento e gli inizi del Ventesimo secolo partirono per le Americhe e
desideravano avere sempre con sé l’immagine della Madonna o del Santo patrono
che avevano sempre pregato. Furono riprodotte le prime immaginette «locali», i
nostri nonni pregavano in bianco e nero, e inconsapevolmente hanno insegnato a
tutti noi il grande valore dell’appartenenza e dell’identità.
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