«Quando le ondate barbariche posero fine all’impero romano, portando distruzione e morte, un uomo della vostra terra, il dotto Cassiodoro, fondò qui, a pochi chilometri da Catanzaro, il suo celebre Vivarium, nome auspicale, perché fosse un centro di alta spiritualità e insieme di cultura viva, rivolto a salvare il patrimonio greco-romano e a trasformare pagani e barbari in un nuovo popolo di uomini credenti e liberi: tutta la vostra cultura e il risultato di una fusione di civiltà lievitata dal cristianesimo»
San Giovanni Paolo II

Premio Flavio Magno Aurelio Cassiodoro Senatore


Riconoscimenti a personalità che operano
e risiedono in Calabria, che si sono distinte nella ricerca e nell'elaborazione culturale, economica e sociale.

L'Universitas Vivariensis da anni sta cercando di dire che c'è questa coniugazione di più culture, di una cultura plurale... Cassiodoro fu un personaggio della storia calabrese. Fu l'ultimo romano e il primo europeo, quindi ci sembra giusto che la Calabria ricordi questo grande Personaggio.

Demetrio Guzzardi
Ideatore del Premio Cassiodoro


Il Premio Cassiodoro è un'altra vetrina di quanto di buono e di bello possiamo proporre come Calabria, soprattutto come persone. Delle persone che hanno lavorato e che hanno dato molto alla Calabria rappresentandola positivamente, nella nostra Regione, in Italia e nel mondo.

Stefano Vecchione
Presidente del Premio Cassiodoro

2017: QUINDICESIMA EDIZIONE

Conoscere, studiare e raccontare la Calabria è già cambiarla


Pino Cacozza

per la musica popolare

Premia Papàs Pietro Lanza

Recitare, cantare e narrare la storia della propria etnia è il compito che si è scelto Pino Cacozza. Gli albanesi che vivono in Calabria da oltre 5 secoli sono una presenza attiva e significativa; una testimonianza di come si possa vivere custodendo le proprie tradizioni e la propria cultura, integrandosi, ma mai omologandosi. Le comunità albanesi si sentono raccontate da Pino Cacozza, che nei suoi spettacoli presenta il variegato mondo dell’Arberia.

Rita Fiordalisi

per la cultura

Premia Roberto Ortu

Stare in mezzo ai libri ed impegnarsi nel mondo della cultura è una vocazione per progettare e saper costruire luoghi vivibili, dove chiunque possa incontrare la bellezza che emana dalla conoscenza. Tappa importante è comunicare, anche con i propri scritti, il grande patrimonio che abbiamo ricevuto dal passato e che dobbiamo saper porgere alle nuove generazioni.

Paolo Giovannini

per l’evangelizzazione

Premia Nello Serra

Evangelizzare vuol dire portare agli uomini la buona novella dell’Evangelo. Il pastore Paolo Giovannini, romano, ma da 50 anni stabilmente a Cosenza, è il responsabile di una delle più significative realtà evangeliche pentecostali d’Italia: la comunità Bethel, nata dal suo ministero pastorale. Oltre all’impegno a favore di chi è rimasto nella società più indietro, come i poveri ed i carcerati, il pastore Paolo Giovannini è molto attivo nelle attività culturali: ha dato vita a mezzi di comunicazione sociale, ha fondato la Scuola biblica “Sopra la roccia” ed una biblioteca tematica evangelica.

Federico Arcuri

per l’editoria periodica

Premia Demetrio Guzzardi

La fedeltà nel raccontare il proprio territorio è la carta vincente del periodico Reportage, nato nel 1962, ma da oltre 20 anni portato avanti con passione e competenza da Federico Arcuri, per dare valore al qui ed ora. Il giornalismo cartaceo territoriale è fatto di impegni, ma soprattutto di credibilità; il lettore è spesso uno dei protagonisti dell’evento, ed allora la notizia da scrivere è semplicemente una verità da condividere con tutti.

Angela Gatto

per l’associazionismo

Premia William Lo Celso

L’associazionismo è una modalità di impegnarsi nella società per favorire non solo gli scambi culturali, ma anche la creazione di socialità. Progettare anno dopo anno un cartellone di eventi è sicuramente la parte più impegnativa ed interessante di chi guida le organizzazioni, fornendo alla società un grande movimento di volontariato culturale, che a volte è l’unica risposta alla grande sete di conoscenza e di aggregazione.

Ruggero Ciancio

per il teatro popolare

Premia Mario Bartucci

La vita è un palcoscenico, e il palcoscenico rappresenta sempre la vita. Ruggero Ciancio, appassionato ricercatore di tradizioni popolari, nei suoi testi teatrali racconta il proprio paese, come se descrivesse il mondo intero. Utilizzando il linguaggio dialettale, mette in scena aspetti, a volte anche grotteschi, della vita calabrese: la fiducia, l’invidia, la grande generosità, l’avarizia, la politica, la religiosità…, un’umanità varia che si mostra, strappando sempre un sorriso.

Francesco Cuteri

per l’archeologia

Premia Nunzio Scalercio

Le pietre del passato, se adeguatamente studiate, possono indicarci non solo i siti storici dove gli uomini e le donne di appena ieri hanno costruito le loro città, ma anche come queste comunità, affrontando le difficoltà della vita, sono riuscite a lasciare traccia del proprio vissuto. Scrive Francesco Cuteri: «L’archeologia è la mia vita e la Calabria è la mia terra; il posto in cui mi muovo, per conoscere, ed a cui ho sempre fatto ritorno».

Luciana De Luca

per il giornalismo

Ritira il premio Antonella Dodaro, premia Renato Guzzardi

Raccontare la mafia dando voce a chi non c’è più; è questo l’obiettivo che la giornalista Luciana De Luca, volutamente, si è dato. Si può combattere il male – e le mafie lo sono – presentando il dolore dei familiari delle vittime innocenti, che anche dopo anni, non riescono a far rimarginare le ferite. Il ricordo del male ricevuto, condiviso sulle pagine de Il Quotidiano del Sud è sicuramente una grande arma educativa, per sconfiggere gli uomini del malaffare.

Tommaso Caporale

per il giornalismo enogastronomico

Premia Lidia Matera

Il compito di un bravo comunicatore è quello di presentare cose e fatti della vita di tutti i giorni. Spiegare al grande pubblico la produzione vinicola della Calabria, è raccontare la storia stessa della nostra regione, dove tutto ci parla di produzione, commercializzazione, ma soprattutto della grande socialità che nasce attorno ad una bottiglia di buon vino calabrese.

Cerimonia conclusiva dell'Ottava edizione
Settimana della cultura calabrese
con la consegna dei riconoscimenti

Domenica 3 settembre 2017 ore 21,30

Tutte le edizioni


«La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere rettamente sia inutile»
(Corrado Alvaro)

2016

Camigliatello Silano (Cs)

«Un impegno per ciascuno, ognuno al suo lavoro»
(T.S. Eliot)

2015

Camigliatello Silano (Cs)

Insieme... e di più

2014

Camigliatello Silano (Cs)

La creatività
del FARE

2013

Camigliatello Silano (Cs)

Sempre dalla parte della Calabria

2012

Camigliatello Silano (Cs)

Unità, meridionalità, operosità e solidarietà

2011

Camigliatello Silano (Cs)

Presenza e non oblio

2010

Camigliatello Silano (Cs)

Confini

2009

Savelli (Kr)

Orizzonti e sguardi sul nostro mare

2008

Terravecchia (Cs)

Ricorrenza del V centenario della scomparsa di San Francesco di Paola

2007

Paola (Cs)

Il viaggio tra emigrazione, immigrazione e conoscenza di altri mondi

2006

Paola (Cs)

Ricordando Giovanni Paolo II

2005

Paola (Cs)

Progetti per il futuro

2004

Cerisano (Cs)

Un impegno
per il bene comune

2003

Cerisano (Cs)


Istituto di studi, ricerche, formazione e servizi per la valorizzazione,
tutela e divulgazione del patrimonio culturale ed ambientale.

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Cosenza - Via Padolisi, 9
Palazzo Orsomarsi